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Alternativa Libertaria / Federazione dei Comunisti Anarchici – Sezioni di Livorno e Lucca

Libertarian Alternative / Anarchist Communist Federation - Livorno and Lucca Section

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L’anarchismo deve essere aggiornato e liberato da ciò che non conduce agli esseri umani in carne ed ossa e ai loro sentimenti: deve essere depurato da quelle concezioni individualistiche che non emancipano la classe e l’individuo ma si risolvono nell’ideologia borghese e liberale; deve essere liberato dalle implicazioni idealistiche le quali, originate nel mondo delle idee, si allontanano dal mondo reale secondo il più genuino spirito dell’elaborazione filosofica e sociologica borghese. L’anarchismo comunista dovrà avere una prassi strategica che implichi lo sporcarsi le mani nelle fondamentali contraddizioni della nostra epoca, evitando scorciatoie e privilegiando invece la prassi, la strategia e la tattica di intervento nello scontro di classe.
In troppi ambiti del movimento anarchico la trasformazione e il superamento della società capitalistica rimangono ancora oggi legati all’idea romantica della rottura violenta insurrezionale, intesa come atto volontaristico e propedeutico alla trasformazione sociale. Lo stesso gradualismo malatestiano, per lo più inteso come prassi di trasformazione graduale solo dopo che la spallata insurrezionale ha spazzato via la cappa soffocante dello Stato, presuppone un’idea meccanica del processo di trasformazione laddove, prima dell’evento di rottura, l’azione, intesa come agitazione, propaganda, formazione dei quadri, ovvero un’azione che si misura più in termini di crescita numerica dei militanti piuttosto che in rapporto alla capacità di incisione dell’azione politica sulle condizioni di vita del moderno proletariato e sullstensione del suo ruolo di forza autonoma dagli interessi capitalistici. Un’azione che sottovaluti, se non addirittura rimuova e deformi la concreta realtà, che mal valuti le contraddizioni o che le adatti al proprio tornaconto, si condanna all’ortodossia dottrinale, alla testimonianza e alluto referenzialimo il quale, proprio perché esterno alle pulsioni di cambiamento che attraversano sia pure confusamente altri ambiti di classe e, più in generale l’intera società, non riesce ad andare oltre il proprio piccolo recinto, sopravvivendo a se stessa e rimanendo, per questo suo grave limite, del tutto inefficace.

E’ invece necessario e urgente elaborare unaidea di trasformazione sociale che ponga nell’oggi la possibilità di azione politica attraverso l‘organizzazione dei comunisti anarchici (l’organizzazione politica), l’organizzazione sindacale di massa e i movimenti che percorrono orizzontalmente ma anche verticalmente le classi sociali e la società.

Tali movimenti, nonostante le loro contraddizioni per altro tipiche di tutta lntera società capitalistica, sono talvolta portatori di istanze le quali, sia pure non determinando la rottura degli assetti del sistema capitalistico, aprono in esso profonde contraddizioni, creano fratture e si inseriscono nel contesto più generale di trasformazione della società creando le premesse per un’azione politica rivoluzionaria tesa a riproporre ciò che, con una felice sintesi, veniva definita quella azione capace di coniugare il raggiungimento degli obiettivi immediati con il perseguimento degli obiettivi storici.

Si rende quindi necessaria una politica di alleanze con quei soggetti politici e sociali che pur non condividendo la nostra prospettiva storica condividono gli obiettivi parziali che stanno alla base del programma.
Oggi il ruolo dei comunisti anarchici deve consistere, se vuole essere costruttivo, nelllaborazione e nellrticolazione di un programma rivoluzionario attraverso unzione organica, autonoma e visibile nella realtà sociale, e che potrà svilupparsi solo attraverso una chiara definizione organizzativa. Recuperare i tratti fondanti della storia nostra, aggiornarli e riproporli è il compito che ci troviamo di fronte, per mantenere la nostra identità e individuare quali dovranno essere gli strumenti politici e organizzativi idonei a tale funzione e, conseguentemente, avviare una riflessione approfondita sulla transizione tra la società capitalistica e la nuova società comunista anarchica.
Solo un’organizzazione basata su presupposti unitari, omogenei e condivisi potrà sviluppare una linea politica efficace pur in presenza di posizioni diverse che, inevitabilmente, si svilupperanno con il modificarsi delle fasi storiche del ciclo capitalistico, al fine di far progredire llaborazione teorica e strategica, garantire la restituzione tattica, lo sviluppo dellrganizzazione, il progresso e il radicamento del comunismo anarchico nella società.

Consapevoli che i dubbi sono più delle certezze, riteniamo che accanto all’affinamento teorico e quindi alla ricerca di un livello qualitativamente alto delle nostre basi, non possiamo astrarci dalla quantità: qualità e quantità stanno in uno stretto rapporto dialettico e sono (possono essere) garanzia contro involuzioni autoreferenziali e settarie.

Oggi nel quadro delle organizzazioni comuniste libertarie e anarchiche vi sono esperienze che come la nostra hanno oramai alcuni decenni di vita, organizzazioni che hanno le stesse premesse teoriche e che hanno sviluppato una prassi d’intervento che ha molti elementi di omogeneità con la nostra pratica politica.

Con Alternativa Libertaria/FdCA abbiamo avviato un confronto serrato, che ha fatto emergere importanti convergenze, la sostanziale unità teorica, un approccio strategico e tattico omogeneo e la grande ricerca dell’unità comune ad entrambi.